Chi siamo

Il Laboratorio LETE studia come l’ambiente — inteso sia come insieme di esposizioni negative sia come risorse positive — modelli i meccanismi epigenetici che regolano la salute nel corso della vita. Il nostro obiettivo è comprendere come il dialogo costante tra ambiente, genoma ed epigenoma contribuisca all’insorgenza delle malattie o, al contrario, sostenga i processi di resilienza biologica.

L’epigenetica rappresenta oggi una delle frontiere più dinamiche della biomedicina: studia modifiche ereditabili dell’espressione genica che non alterano la sequenza del DNA, ma ne modulano la funzione attraverso meccanismi come metilazione del DNA, modificazioni istoniche, microRNA e vescicole extracellulari. Nel nostro laboratorio conduciamo ricerche avanzate su questi processi, analizzando come lo spettro complessivo delle esposizioni ambientali (esposoma) influenzi i circuiti epigenetici che presiedono infiammazione, aging, rischio oncologico e vulnerabilità individuale.

Accanto ai determinanti negativi, ci occupiamo anche di esposizioni positive, come l’attività fisica e le esperienze che generano benessere, per investigare i processi epigenetici alla base della resilienza biologica — un concetto emergente che collega meccanismi molecolari, aging sano e salute pubblica.
Questa prospettiva rappresenta uno dei pilastri del laboratorio e ha portato alla nascita di INES — Iniziativa per l’Epigenetica dei Sorrisi, un progetto dedicato a comprendere come emozioni, interazioni sociali, esperienze positive, e vissuti quotidiani possano lasciare tracce misurabili nei circuiti epigenetici e nei profili infiammatori.

Il nostro approccio è fondato su un forte rigore metodologico, che integra epidemiologia molecolare, analisi multi-omiche, biostatistica avanzata e bioinformatica riproducibile. Gli studi vengono progettati con attenzione alla qualità dei dati, ai modelli di causalità e alla robustezza delle analisi per assicurare risultati solidi, affidabili e interpretabili.

Questa solidità scientifica si accompagna a una marcata vocazione traslazionale. LETE opera in un ecosistema che connette ricerca di base, contesti clinici e applicazioni reali. Da un lato, trasferiamo conoscenze e tecnologie verso la pratica clinica e la sanità pubblica; dall’altro, vogliamo promuovere iniziative di technology transfer e terza missione, rendendo accessibili al territorio strumenti innovativi e contribuendo alla diffusione culturale sui temi dell’esposoma, dell’invecchiamento sano e dei determinanti positivi di salute.


Il nostro contesto

Il laboratorio LETE fa parte del Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche (DIBIC) dell’Università degli Studi di Milano, con sede presso l’Ospedale Luigi Sacco. La collocazione non è soltanto geografica: il Sacco porta con sé una storia che risuona profondamente con la nostra visione scientifica.
Nato come sanatorio, l’ospedale adottava già nei primi decenni del Novecento pratiche riabilitative fondate sull’idea che l’ambiente potesse influenzare in modo decisivo la salute. Tra queste, un ruolo centrale era attribuito alla elioterapia — l’esposizione controllata alla luce solare — considerata un intervento capace di sostenere il sistema immunitario, favorire il recupero e migliorare il benessere complessivo dei pazienti. Le terrazze aperte, gli spazi verdi e l’attenzione alla luce naturale erano parte integrante della cura.

Questa eredità culturale e clinica — l’idea che l’ambiente, se ben compreso e utilizzato, possa diventare esso stesso terapia — trova continuità nelle attività del DIBIC e nel nostro laboratorio. Studiare come l’esposoma, l’epigenetica e gli stimoli positivi influenzino salute e resilienza significa, in un certo senso, proseguire una tradizione radicata nel luogo in cui lavoriamo.
Dall’elioterapia dei sanatori alle moderne ricerche sull’epigenetica delle esposizioni, rimane centrale la stessa intuizione: la relazione tra individuo e ambiente è un determinante fondamentale — e modificabile — della salute.

L’appartenenza a un dipartimento con un respiro così ampio consente a LETE di collaborare trasversalmente con unità cliniche, laboratori biologici, gruppi di statistica medica e realtà territoriali, sviluppando progetti che vanno dall’esposomica urbana alla prevenzione oncologica, dall’epigenetica ambientale alla caratterizzazione dei determinanti positivi di salute.